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	<title>Commenti a: Come back&#8230;.</title>
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		<title>Di: g.</title>
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		<dc:creator>g.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 10:27:50 +0000</pubDate>
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		<description>un esempio in pratica...

 leggendo la citazione di Campbell, mi è subito venuto in mente Onnik Krikorian, blogger e fotoreporter britannico, che vive in Armenia da una decina d&#039;anni. http://www.lightstalkers.org/oneworld , http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/, http://www.flickr.com/photos/24674184@N00/

collabora con varie testate, sia stampa, sia tv, sia online, e altre organizzazioni. sono certo che riesca a trovare la maggior parte dei suoi lavori pagati attraverso il suo iper-attivismo in blog e social network (facebook, e vari canali twitter). così l&#039;abbiamo trovato anche noi ad Osservatorio. così l&#039;hanno sicuramente trovato per gestire un nuovo progetto di peacebuilding 2.0 finanziato dall&#039;ambasciata britannica in Armenia e da TOL (http://cau.blogs.tol.org/).

insomma, Onnik non è certo &quot;solo&quot; un fotografo...ma unendo le sue capacità da fotografo, da reporter, e da esperto e veterano di blog e social network, riesce a lavorare.

sono convinto che la sua presenza nel mondo 2.0 sia fondamentale per permettergli di trovare la maggior parte dei lavori retribuiti che svolge...

giornalisti di testate stampate importanti e autori di servizi per la televisione quando devono seguire una nuova storia, come tutti, cercano in google. cercano belle immagini, contenuti, contatti, e a volte anche un po&#039; di logistica. più di questi elementi sei in grado di fornire, più è facile convincere il soggetto a pagarti....

ma in ogni caso, prima deve trovarti. da qui la necessità si avere una presenza online (blog e social network), per essere trovati. in questo senso, piazzare proprie fotografie in un gruppo facebook che denuncia una situazione (o lanciare il gruppo stesso), può non essere tempo perso, in particolare se questa è un&#039;occasione per spargere rimandi al proprio lavoro più approfondito pubblicato altrove. cioè, almeno in parte, blog.  chi dice che Facebook ha ucciso i blog, sbaglia, un po&#039; come chi cantava &quot;video killed the radio star&quot;...  :-)

ciao antò, a presto!

g.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un esempio in pratica&#8230;</p>
<p> leggendo la citazione di Campbell, mi è subito venuto in mente Onnik Krikorian, blogger e fotoreporter britannico, che vive in Armenia da una decina d&#8217;anni. <a href="http://www.lightstalkers.org/oneworld" rel="nofollow">http://www.lightstalkers.org/oneworld</a> , <a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/" rel="nofollow">http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/</a>, <a href="http://www.flickr.com/photos/24674184@N00/" rel="nofollow">http://www.flickr.com/photos/24674184@N00/</a></p>
<p>collabora con varie testate, sia stampa, sia tv, sia online, e altre organizzazioni. sono certo che riesca a trovare la maggior parte dei suoi lavori pagati attraverso il suo iper-attivismo in blog e social network (facebook, e vari canali twitter). così l&#8217;abbiamo trovato anche noi ad Osservatorio. così l&#8217;hanno sicuramente trovato per gestire un nuovo progetto di peacebuilding 2.0 finanziato dall&#8217;ambasciata britannica in Armenia e da TOL (<a href="http://cau.blogs.tol.org/" rel="nofollow">http://cau.blogs.tol.org/</a>).</p>
<p>insomma, Onnik non è certo &#8220;solo&#8221; un fotografo&#8230;ma unendo le sue capacità da fotografo, da reporter, e da esperto e veterano di blog e social network, riesce a lavorare.</p>
<p>sono convinto che la sua presenza nel mondo 2.0 sia fondamentale per permettergli di trovare la maggior parte dei lavori retribuiti che svolge&#8230;</p>
<p>giornalisti di testate stampate importanti e autori di servizi per la televisione quando devono seguire una nuova storia, come tutti, cercano in google. cercano belle immagini, contenuti, contatti, e a volte anche un po&#8217; di logistica. più di questi elementi sei in grado di fornire, più è facile convincere il soggetto a pagarti&#8230;.</p>
<p>ma in ogni caso, prima deve trovarti. da qui la necessità si avere una presenza online (blog e social network), per essere trovati. in questo senso, piazzare proprie fotografie in un gruppo facebook che denuncia una situazione (o lanciare il gruppo stesso), può non essere tempo perso, in particolare se questa è un&#8217;occasione per spargere rimandi al proprio lavoro più approfondito pubblicato altrove. cioè, almeno in parte, blog.  chi dice che Facebook ha ucciso i blog, sbaglia, un po&#8217; come chi cantava &#8220;video killed the radio star&#8221;&#8230;  <img src='http://www.antoniogiordano.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>ciao antò, a presto!</p>
<p>g.</p>
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