Fumi….

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Mi fa sempre una certa impressione fotografare Milano dall’alto. In una città di pianura, il poter guardare in un modo diverso il panorama è una specie di privilegio. Specie quando questo privilegio deriva dal tuo lavoro. Qualche giorno fa, durante una di queste sessioni di scatti dall’alto, ho potuto vedere qualcosa di interessante: tutti i fumi dei riscaldamenti accesi. Mi piace come, arrampicandosi un pò, si possa avere una visione diversa di quello che ogni giorno diamo per scontato. Il combustibile per i riscaldamenti viene sputato in atmosfera. Solo che spesso, in pianura e con tutti quei palazzi, non si vede.

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One Comment

  1. Posted 28 gennaio 2010 at 13:01 by marina | Permalink

    E’ davvero incredibile come il paesaggio può radicalmente cambiare al variare del punto d’osservazione, ma è ancora più incredibile pensare come il paesaggio entra in relazione al soggetto osservante, ai suoi ricordi alle sue esperienze, alle sue emozioni. Forse dovremmo chiederci cosa è il paesaggio, domanda a cui già molti geografi hanno ultimamente tentato di rispondere…paesaggio come costruzione mentale dell’essere, paesaggio come idea sociale di un luogo comune, paesaggio come topos letterario…
    Venezia
    “- Sire, ormai ti ho parlato di tutte le città che conosco ,
    - Ne resta solo una di cui non parli mai.
    Marco Polo chinò il capo.
    - Venezia,- disse il Kan.
    Marco sorrise. – E di che altro credevi che ti parlassi?
    L’imperatore non battè ciglio. -Eppure non ti ho mai sentito fare il suo nome.
    E Polo: -Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia- Quando ti chiedo di altre città voglio sentirti dire di quelle. E di Venezia, quando ti chiedo di Venezia.
    -Per distinguere le qualità delle altre devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia.” ( Le città invisibili, I. Calvino).

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