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	<title>Commenti a: Fumi&#8230;.</title>
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		<title>Di: marina</title>
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		<dc:creator>marina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 12:01:44 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; davvero incredibile come il paesaggio può radicalmente cambiare al variare del punto d&#039;osservazione, ma è ancora più incredibile  pensare come il paesaggio entra in relazione al soggetto osservante, ai suoi ricordi alle sue esperienze, alle sue emozioni. Forse dovremmo chiederci cosa è il paesaggio, domanda a cui già molti geografi hanno ultimamente tentato di rispondere...paesaggio come costruzione mentale dell&#039;essere, paesaggio come idea sociale di un luogo comune, paesaggio come topos letterario... 
Venezia
&quot;- Sire, ormai ti ho parlato di tutte le città che conosco , 
- Ne resta solo una di cui non parli mai.
Marco Polo chinò il capo.
- Venezia,- disse il Kan.
Marco sorrise. - E di che altro credevi che ti parlassi?
L&#039;imperatore non battè ciglio. -Eppure non ti ho mai sentito fare il suo nome.
E Polo: -Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia- Quando ti chiedo di altre città voglio sentirti dire di quelle. E  di Venezia, quando ti chiedo di Venezia.
-Per distinguere le qualità delle altre devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia.&quot; ( Le città invisibili, I. Calvino).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; davvero incredibile come il paesaggio può radicalmente cambiare al variare del punto d&#8217;osservazione, ma è ancora più incredibile  pensare come il paesaggio entra in relazione al soggetto osservante, ai suoi ricordi alle sue esperienze, alle sue emozioni. Forse dovremmo chiederci cosa è il paesaggio, domanda a cui già molti geografi hanno ultimamente tentato di rispondere&#8230;paesaggio come costruzione mentale dell&#8217;essere, paesaggio come idea sociale di un luogo comune, paesaggio come topos letterario&#8230;<br />
Venezia<br />
&#8220;- Sire, ormai ti ho parlato di tutte le città che conosco ,<br />
- Ne resta solo una di cui non parli mai.<br />
Marco Polo chinò il capo.<br />
- Venezia,- disse il Kan.<br />
Marco sorrise. &#8211; E di che altro credevi che ti parlassi?<br />
L&#8217;imperatore non battè ciglio. -Eppure non ti ho mai sentito fare il suo nome.<br />
E Polo: -Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia- Quando ti chiedo di altre città voglio sentirti dire di quelle. E  di Venezia, quando ti chiedo di Venezia.<br />
-Per distinguere le qualità delle altre devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia.&#8221; ( Le città invisibili, I. Calvino).</p>
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