Antonio Giordano

Sì, beh, questa è solo, tipo, la tua opinione amico.

Month: gennaio 2011

A lezione

Domani sera, dalle 20:00 in poi, sarò alla sede dell’associazione Palermofoto, via Resuttana 352 Palermo. Il mio amico Salvo mi ha proposto di scambiare due chiacchere con gli alunni del corso avanzato di fotografia, in qualità di, aehm, giovane fotoreporter agli inizi della carriera.

A parte i dubbi del caso (reporter, io? Foto, io? Carriera, io? Giovane, io? Io, io?) si, andrò a trovare con molto piacere i ragazzi di Palermofoto, un ambiente che mi è piaciuto da subito. Sarà una chiaccherata informale, ovviamente, senza alcuna pretesa, e con molto spazio alle domande. Sono, lo ammetto, molto curioso di sentire cosa mi chiederanno. E prometto che non tenterò di scoraggiarli prima ancora di iniziare.

E, naturalmente, farò una piccola cronaca per i due lettori del mio blog. Tanto più che nei prossimi giorni ricomincerò il mio giro di scatti per Bordo Sud, e farò partire un altro paio di progetti. Quindi, come sempre, rimanete sintonizzati.

Bordo Sud su Artist Wanted

Ho appena caricato, su ArtistWanted, una primissima selezione del mio lavoro sulla costa mediterranea della Sicilia. Il titolo attuale è Bordo Sud, e lo trovate qui. Potete anche, se volete, votare le mie foto, e farle concorrere in questo modo al People’s Choice Award. Io vi incoraggio fortemente a farlo :). Basta cliccare sul solito link, Antonio Giordano/Bordo Sud su Artist Wanted, e poi cliccare sulle stelle in alto a destra.

Questa è, in effetti, la prima uscita “pubblica” di Bordo Sud. Un lavoro che, in ogni caso, è ancora in corso, e a cui si aggiungeranno diverse foto prima della fine di febbraio. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano i miei due lettori. Potete lasciare un vostro parere qui nei commenti, o in uno dei social network di cui trovate il link qui accanto, o, se siete più discreti, via mail. Fatevi sentire.

Coming soon: qualche nuova galleria su questo sito, un nuovo portfolio, e, soprattutto, nuovi lavori. Restate sintonizzati….

La finestra sul cortile

Non è una sensazione solo mia, allora:

la fotografia giornalistica continua a evolvere in un genere meglio svolto dai dilettanti che dai professionisti, dal momento che ci sono parecchi dilettanti con fotocamera in giro in ogni momento. L’immaginario stilizzato dei professionisti che ripetono gli stereotipi dell’informazione visuale non è più utile come strumento di comprensione. Il territorio del professionismo nel contesto giornalistico resta il foto-saggio di lunga durata, e mentre molti stanno lavorando nella modalità  che è insieme vecchio-stile e necessaria della testimonianza, altri cercano di reinventarla aggiungendo complessità e sfumature e sforzandosi di coinvolgere il lettore in diversi modi. Ciò che ora serve più che mai sono curatori e direttori consapevoli che aiutino a dare un senso al sovraccarico visuale.

Fred Ritchin, tradotto da Michele Smargiassi.

Di nuovo a casa….

Si, si, i blog andrebbero aggiornati più spesso. Si, lo so, non si lascia così, senza notizie, un’audience spaurita, che non aspetta altro che vaneggiamenti assortiti su fotografia, scienza e via dicendo. Ancora peggio, non si lascia così, senza cure, un esercito di spammers bisognoso di attenzione (mi sto chiedendo chi diavolo sia sto Calvin a cui si rivolgono gran parte degli spammatori dei commenti che – sfortunati – i due lettori di questo blog non avranno mai la fortuna di leggere, perché ho cura di tenerli tutti per me).

Insomma: è passato più di un mese dall’ultimo post. Un mese e rotti in cui, a dire il vero, sono successe diverse cose, di cui faccio un elenco in ordine sparso:

  • sono stato con l’INFN a seguire un esperimento. Il che ha significato imbarcarmi su una nave posacavi e partire da Catania per arrivare a 45 miglia a sud di Capo Passero, stare per una giornata a ballare con il vento forza 8 e il mare agitato, e tornare indietro senza che l’esperimento si sia potuto svolgere. Dunque, niente servizio di senso compiuto, un sacco di foto sparse. Ma mi sono divertito un sacco, ed ho visto cose che difficilmente si possono vedere altrove.
  • E’ stato molto divertente fotografare l’orchestra Ruggero II, poco prima di Natale, per un concerto di beneficienza dato a Sciacca. E conoscere il Maestro Antonio Bono, una persona davvero squisita, con una enorme cultura musicale e le idee giuste per mettere in comunicazione la musica con il mondo che ci circonda. Spero davvero di tornare a parlarne;
  • Buon anno! Che per me è iniziato con la polizia scientifica in casa. A qualche furbo di un vicino, infatti, è venuta la bella idea di sparare colpi di pistola per festeggiare, e uno mi ha sfondato la finestra. La mattina dopo, caccia al proiettile (un 9mm rivestito…. ho qualche sospetto sulla pistola che potrebbe averlo sparato. E non sono un esperto), che ho trovato in una scatola Swarowski della coinquilina, indagini, e chiacchere. Normalmente, avrei passato la mattina del giorno 1 gennaio a languire sul divano in attesa del concerto di Vienna. Così, è stato anche più divertente. Divertente, nel senso di non ero in casa quando mi avresti potuto ammazzare: mezz’ora prima di uscire mi ci ero affacciato a fare lo scemo con le fontanelle di scintille, da quel balcone;
  • A proposito del concerto di capodanno: il pomeriggio, avevo prenotato i biglietti per il concerto del Politeama di Palermo, che mi sono goduto anche più del normale. La musica classica il primo dell’anno è quasi un obbligo, è buon auspicio, è ispirazione. E iniziare battendo la Marcia Radetzky, è una cosa troppo bella per relegarla a un divano di fronte a uno schermo televisivo;
  • Risoluzioni dei primi dell’anno? Non mi piacciono più. Anche se in versione minore, ho fatto una piccola annual review;

Il resto, appartiene alla piccola routine: ripresa di contatti con le email, chili da smaltire, rimessa a nuovo della bici (al sesto giorno di allenamento ho fatto 20 km in un’ora. Non so se siano tanti o pochi, e non mi interessa), ricerca di contatti per un lavoro da fare a Catania. E, si, qualche idea sul blog. Che finora ho vissuto più come una specie di palestra, ma su cui adesso vorrei iniettare contenuti più specifici. Come sempre, restate sintonizzati. E fate buon 2011, anno della solidità e della profondità.

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