Notes from a trip to Gibraltar

E’ online un video con alcune riprese che ho fatto durante la mia campagna sulla Sarmiento de Gamboa. Non ci sono riprese delle operazioni scientifiche, perché quelle sono in fase di edit finale, e in ogni caso devono essere prima consegnate a chi me le ha commissionate. Qui c’è solo qualche immagine che ho ripreso durante il viaggio, e che mi sembrava un peccato lasciare a fare la muffa dentro un hard disk.

La colonna sonora è “Chromakey dreamcoat”, dei Boards of Canada.

Articolo

Un mio articolo sul Canale di Sicilia è stato pubblicato su “Segno” di questo mese, rivista edita a Palermo che si occupa di politica, mafia e cultura. Lo considero un onore, dato che su Segno compaiono scritti di gente ben più sveglia di me, e che Padre Nino Fasullo, che ne è il direttore e l’animatore, è una delle teste pensanti più fini che io abbia il piacere di conoscere, sempre avanti di una decina d’anni rispetto ai tempi, e organizzatore delle Settimane Alfonsiane (di cui ho parlato, e sono stato fotografo, l’anno scorso).

L’articolo si occupa di mare, ecologia, diversi modelli di sviluppo, aree marine protette. Spero di postarlo qui prossimamente (l’esclusiva alla carta stampata….).

A breve, anche un aggiornamento sul video girato sulla Sarmiento de Gamboa.

varias

E buongiorno ai miei cari, due lettori. Come sempre, mi faccio prendere dalle cose da fare e smetto di aggiornare il mio blog. Rimedio subito: mi sembra di lasciare una traccia per qualche amico che mi legge, e che non mi segue sui tanti social network in cui si passa il tempo.

Ho quasi finito di montare il video che ho girato sulla Sarmiento de Gamboa, un mese fa. Mi sono trovato a mio agio con il montaggio video, aiutato anche dal fatto che ho passato gli ultimi anni a mettere insieme storie per immagini, e qualcosa, come si usa dire, mi è rimasta. Purtroppo sono stato molto rallentato dall’arrivo di alcune videocassette, quelle del Rov che è stato mandato a tremila e rotti metri di profondità, che volevo assolutamente inserire nel montaggio finale. Adesso il video è quasi pronto: non sono convinto della musica, ne vorrei una più calma di quella che ho inserito adesso, un post-rock molto gradevole ma che, forse, è troppo rumoroso per un video che sarà mostrato durante conferenze, studi e così via.

Apriamo una parentesi. La quantità di musica libera, non protetta da copyright, che gira su internet, è gigantesca. Tanto che spesso si hanno problemi a trovare quello che si vuole. Soprattutto se, come me, si è iniziato a montare con una canzone in testa (Chromakey dreamcoat dei Boards of Canada) e non si è più riusciti a togliersela dalla testa. Ma quella non posso utilizzarla. Così, mi sono fatto il giro dei vari supermercati della musica libera, su cui i musicisti vanno a piazzare le loro canzoni. Alcune scoperte gradevolissime: il catalogo della 12rec merita decisamente un ascolto approfondito; così come quello della Comfort Stand, che purtroppo adesso non è più in attività, ma che ha mantenuto on line l’archivio, con delle chicche inarrivabili, come la compilation Wakka Chikka Wakka Chikka, tutta composta da pezzi per, ehm, film porno. Ma il bello di queste ricerche è anche finire su cose imprevedibili, come la sezione film della Warp Records, un’altra miniera di idee che nel tempo ha dato ospitalità ad Aphex Twin e Boards of Canada, e che, ho scoperto, produce anche per il cinema.

Il lato negativo è stato scoprire la sciatteria con cui tanti musicisti trattano la propria musica. Ho sentito della roba veramente indegna, su questi siti – aggregatori di musicisti in cerca di visibilità. Capisco bene che si vuole “farcela”, e che, nella fretta di essere visibili, certe cose passino inosservate. Ma la scarsa cura compositiva e in registrazione è qualcosa che si paga, e si paga molto cara, quando c’è tanta altra musica a portata di click. Detto altrimenti: la potenza di un musicista è la sua musica, che deve catturare, e non essere uguale a quella di tanti altri. Qui invece mi sembra che tanti si concentrino più sul design delle copertine e sul trovare nomi assurdi e suggestivi ai propri pezzi, che non sugli stramaledettissimi pezzi. Forse c’è la convinzione che la cura di queste minchiate sia la chiave per il successo. beh, svegliatevi: se la vostra musica fa cagare, nessuno la sceglierà, anche se avete perso un mese per disegnare quella copertina di design minimale con la foto di un divano inquadrato a metà.

A parte lo studio del panorama musicale amatoriale, in questo tempo non ho fatto molto altro. Qualche immersione subacquea, giusto per prendere pratica, dato che ancora non mi sentivo a mio agio con l’assetto e tutto il resto. Letture: una biografia dell’Ammiraglio Thomas Cochrane, e un libro sul deep diving. A giorni spero di poter fare un lavoro su una cripta di monaci, qui in Sicilia, che ancora non ho avuto il tempo per fare. Adesso ho un paio di altri giorni di montaggio, e poi posso ripartire.

Nota finale, e amara, sulla gente che ti chiede le foto che non ti ha pagato, e ti fa pure fretta per averle. Hanno esigenza, dicono. Ma la regola è sempre quella: fast, good and cheap: choose two. Se vuoi buone foto, e gratis, aspetti i miei ritagli di tempo.

A presto, dudes. Torno ad ascoltare musica scadente per un sottofondo. Mi sa che, dopo questa indigestione, andrò a comprare qualche cofanetto di musica classica, per disintossicarmi.