photocrati gallery

E buongiorno, tutti quanti. Appena rientrato dalle vacanze, è un pò difficile riprendere il filo del blog. Ma rieccoci, dopo un pò di Sardegna e di immersioni, a riprendere la fila di email, un luuuuungo discorso fatto sulle tastiere dei computer. Bello vivere in Sicilia, ma ti fa stare di più davanti al computer e ad un telefono, e meno a fare aperitivo. In ogni caso, ecco un pò di novità:

  • Finito il video da consegnare all’INGV, quello che documenta l’operazione Geostar Recovery. Si può vedere sul mio canale vimeo, insieme a quello che avevo già pubblicato su questo blog.
  • Ho passato un pò di tempo in Sardegna, dove ho nuotato, nuotato, nuotato. La Sardegna è davvero una terra impervia, e da bravo isolano me la aspettavo un pò più simile alla Sicilia. Invece è molto più aspra, e forse è proprio per questo che si sta salvando. I palazzinari, ovviamente, cercano di cementificarla più che possono, dato che buttare giù tonnellate di calcestruzzo è l’unico modo che conosciamo in questo paese di “dare lavoro” (splendida espressione, che mi fa pensare a visioni d’altri tempi, a gente seduta, le braccia incrociate e il broncio, ad aspettare che arrivino quelli del nord a dare lavoro). In ogni caso, non ci si può perdere il trenino Arbatax – Mandas, che in cinque ore si arrampica sul Gennargentu, mostrando dei panorami che non potranno essere visti in nessun altro modo.
  • In Sardegna ho fatto la mia prima immersione in relitto. A una trentina di metri, una piccola nave da carico che si chiamava Nasello, e che fu affondata a cannonate da un sottomarino inglese, durante la seconda guerra mondiale. Non so se gli altri relitti si presentano allo stesso modo, ma vedere apparire la sagoma della nave poggiata sul fondo, e poi il fasciame metallico, e poi una cernia di non so quanti chili, è stata una sensazione incredibile. Diciassette minuti di fondo, quaranta minuti di immersione totale.
  • Mi ha contattato una galleria berlinese, mi hanno chiesto qualche foto da vendere come stampa. Credo abbiano visto Bordo Sud. Il che mi fa ricordare un paio di cose: la prima, che non ho ancora pubblicato sul mio sito Bordo Sud, cosa che va rimediata al più presto; la seconda, che Bordo Sud è un progetto ancora incompleto, che verrà ripreso questo autunno.
  • E, a proposito di mettere foto sul sito, mi sono reso conto che non ho ancora messo nessuna delle foto che ho fatto nel 2011. A presto su questi schermi.
  • Nell’attesa, potreste avere voglia di un pò di musica. Io questa mattina ho sperimentato questo: sono andato sul sito dei Radiohead, dove i cinque matti, ogni tanto, pubblicano delle playlist di quello che stanno ascoltando. Dopodiché ho aperto Grooveshark, che per chi non lo conoscesse è il regalo più bello che la rete ha fatto agli appassionati di musica, ed ho riprodotto la playlist di Thom York. Ho capito da dove salta fuori “King of the limbs”. Adesso credo che continuerò con un disco dei Digitalism.
  • Sto leggendo Cryptonomicon, di Neal Stephenson. Questo tizio ancora non è riuscito a scrivere nulla che non mi sia piaciuto.
  • Una questione ambientale che mi interessa da vicino. In seguito all’intensificarsi della pressione delle case petrolifere sul Canale di Sicilia, Greenpeace ha pubblicato un nuovo rapporto sulle peculiarità naturali della zona, messe in pericolo dalla ricerca petrolifera. Il rapporto può essere scaricato qui. Sullo stesso argomento ho scritto un articolo, che è ancora disponibile su “Segno” di questo mese, intitolato “Un canale, due modelli”. Il mio piccolo contributo, solo il primo, per una cosa che mi sta molto a cuore, e a cui vorrei dedicare sempre più tempo.
  • Ah: la foto qui sopra è dell’eclissi di luna di un paio di mesi fa. Fatta in circostanze logistiche penose, dato che avevo lasciato il treppiedi a Palermo, e, trovandomi a Sciacca, ho dovuto improvvisare con sgabelli, sedie, cuscini, libri e via dicendo. Mi piace, però: la Luna, dopo essersi eclissata, torna sempre ai suoi ritmi.

E, come sempre, continua a scarseggiarmi la pazienza. Vorrei essere di nuovo in mare, ma vorrei esserci adesso, non tra qualche mese. E ok, bisogna costruire con pazienza. Salute a tutti, dudes.