Sto scrivendo questo post con il telefonino e una tastierina bluetooth, per cui dimenticate la buona formattazione e i link. Un’altra volta. Chiudete il becco.

Oggi sarà tutto vita reale, giri per negozi, cose da sistemare. Fine settimana in cui cerco di appartenere a pieno titolo alla classe media, uscendo a comprare delle cose e consumare per fare andare meglio un qualche aspetto della mia vita. Oggi mancano delle scarpe e un paio di altre cose. Domani sarà qualcos’altro. Ma si tratta sempre di problemi che in definitiva si risolvono comprando.

Tempo fa ho scritto un articolo che parlava dei centri commerciali e di come intorno a loro si fosse costruita una socialità basata sul consumo, con leggi e riti a parte. Tutto, nei mall, è fatto apposta per il consumo, anche le poche panchine disponibili, piazzate davanti ai negozi per offrire un pò di riposo. La prova del nove rimane sempre quella: provate a portarvi del cibo da casa, nei mall, e a improvvisare un pic nic, e vedete cosa succede. Ci sarà il corpo di polizia privata che vi farà rispettare la legge del luogo.

Quell’articolo l’ho scritto per Segno. Lo ripubblicherò qui, a breve.

Ultimamente sta saltando fuori una tendenza simile, complementare alla prima. I centri città, secondo molti, sarebbero sulla via dellla (perdonatemi, ma è sabato mattina e non ho voglia di cercare termini piu’ belli) mallizzazione. Da spazi pubblici, starebbero diventando spazi in cui quello che si può e non si può fare è determinato da interessi privati. Negozi che decidono cosa si può fare nelle piazze antistanti. Leggi che impongono comportamenti “decorosi”, che potremmo riassumere con non-fare-nulla-che-non-sia-comprare. La battaglia per vietare a skaters, giocolieri e altra gente di stare nelle piazze è continua, ad esempio. Il messaggio è sempre che se non stai in un posto per comprare qualcosa, anche se solo un gelato, sei sospetto, e quindi passibile di controllo.

Le nuove trovate architettoniche e giudiziarie sono state fatte proprio per aiutare questa tendenza. Leggi che danno discrezione totale alla polizia per allontanare la gente da un luogo. Arredo urbano fatto per allontanare i senzatetto. E’ un chiaro tentativo di trasformare le città in fortini per le classi medie, per trasportare anche nei luoghi pubblici la tranquillità blindata dei quartieri agiati.

Va bene, è abbastannza per oggi, e poi devo andare a comprare della roba. Credo che domani non scriverò, giorno libero. Buon fine settimana, tutti.