Taccuino nuovo, penna, tastiera. Tutto pronto, ma non è che abbia proprio tutta questa voglia di scrivere. Meglio aprire un file vuoto e scaldarmi un pò, perché sono le quattro del pomeriggio e io ancora mi sto scaldando, devo entrare nel vivo della mia scrittura quotidiana. Allenamenti al mattino e roba da fare in casa. Va bene. Questo è sidefist, benvenuti in nell’ultima settimana estiva.

Le mie letture del momento sono quanto di più strampalato potessi immaginarmi, il me stesso di qualche anno fa mi prenderebbe per il culo per due giorni se mi vedesse con questi libri accanto. Rompiballe, presuntuoso me stesso di qualche anno fa. Ora sto in una nuvola strana di non fiction italiana e inglese e testi taoisti. Ho scaricato su kindle due edizioni diverse del Tao te Ching e le sto leggendo con gusto, badando alle variazioni tra diverse sfumature. Quest’estate ne avevo letta solo una, ma dopo essere incappato in Alan Watts mi è venuta la curiosità di tornare a girare intorno a quei concetti. Un giro matto, dall’Arte della Guerra di Sun Tzu ai testi taoisti, e poi, ricordandomi di averne comprata una copia diversi anni fa, anche l’i Ching. Chissà per quale diavolo di ragione ne comprai una. Legano bene, e non è un caso, perché da I Ching sono arrivati molti dei concetti del Taoismo, che informa anche l’Arte della Guerra. Mi piace tantissimo soprattutto il sistema logico che intuisco dietro le affermazioni vacue e misteriose dell’I Ching, un vero e proprio modo per spiegare la natura in linguaggio binario, quello degli esagrammi, e con l’introduzione dell’elemento casuale in un sistema stringente di segni. Dietro le figure apparentemente ambigue c’è una vera e propria grammatica costruita su regole sintattiche precise. Peccato che qui in occidente sia stato degradato a sistema di divinazione, alla mercé di ciarlatani. A me sembra uno strumento di conoscenza molto affascinante.

Lo stesso rigore logico e formale non si può trovare nel Tao Te Ching. Ma in compenso è un libro di una bellezza commovente, con dei versi fatti apposta per celebrare e fare comprendere l’armonia del mondo anche quando davanti a noi sembra esserci caos.

Dato che ho scritto “bellezza commovente”, dopodomani il mio maestro di arti marziali mi farà picchiare a mani nude. Succederà, e me lo sarò meritato. in ogni caso, ho ricominciato gli allenamenti da una settimana. Il piede sinistro a tratti mi fa ancora un pò male, ma passerà. Ho tutta l’intenzione di fare almeno un giro sul ring, prima che finisca l’anno. Se a un certo punto dovesse fagliarmi lo spirito, provvederò guardando qualche film di Bruce Lee. Ognuno deve avere dei modelli.

Sto dentro un altro filone di letture per adesso, quello della non fiction con pretese letterarie. Sto leggendo Langewiesche, mi pare il migliore in circolazione, al momento, tra i viventi. So che c’è un universo anche in questo settore. Ne devo leggere ancora di cose.

Da qualche parte nella mia testa tutta questa roba, le arti marziali, il taoismo, lo stile e la letteratura si uniscono tutte insieme in un bel brodo saporito. Ma questo è perché devo essere un pò suonato, e vedo connessioni incredibilmente chiare dove gli altri vedono pallosi testi di filosofia, legnate e coglionazzi dall’ego ipertrofico (sto parlando degli scrittori). Dovrò riempire qualche pagina di taccuino cercando queste connessioni. So già che la risposta finale sarà 42, ma dovrebbe essere divertente arrivarci.

Direi che mi sono scaldato abbastanza, per oggi. Salute, due lettori. Parlate a qualcuno di questo blog, se vi piace.