Il motivo per cui la mascherina per Coronavirus va tanto a ruba non c’entra niente con il contagio, ma c’entra molto con la nostra ricerca di conformismo a tutti i costi. Presto diventerà uno strumento di riconoscimento, un modo per capire chi è con noi e chi è contro di noi.

1. Lavoro VS mascherina

Si bloccano le attività commerciali, chiudono i servizi non essenziali: la lista la conoscete. Il messaggio, se non fosse stato chiaro fino a questo momento, è che non si deve uscire di casa se non per lavorare, fare la spesa, comprare dei farmaci, andare all’ospedale. Il contagio da Coronavirus si abbatte così.

Eppure, anche mentre siamo tutti confinati in casa e in teoria avremmo meno possibilità di fare danno agli altri attraverso la nostra stupidità, abbiamo trovato lo stesso il modo di essere indisponenti e ringhiosi. Come? Con una mascherina chirurgica

Ricevo un messaggio. Chi me lo manda lavora in un’azienda di servizi informatici, mandano i tecnici in grosse aziende e strutture come poste, banche, ospedali, a riparare o sostituire computer. In questi giorni le cose sono altalenanti, i presidi tecnici si fanno a singhiozzo ma ci sono luoghi che certo non puoi lasciare senza computer, visto che dai computer può dipendere qualche vita 

Per andare a fare presidi negli ospedali, però, c’è bisogno di mascherina chirurgica e gel sanificante. I quali, come sa chiunque abbia provato a mettere il naso fuori nell’ultimo mese, sono spariti dal mercato o sono in vendita a prezzi altissimi. Senza mascherina i tecnici non possono entrare nell’ospedale a fare riparazioni, e il movimento si ferma. 

Oppure, i tecnici si rifiutano di lavorare se non hanno la mascherina. Le attività si fermano, e da come la vedo io si fermano perché qualche stronzetto – e stronzetta – perfettamente in salute ha deciso che per essere rasserenato – e rasserenata – era meglio fare ramazza di tutte le mascherine e indossarle. Togliendole a chi servono davvero.

2. “Perché lavorate senza mascherina?”

Supermercato: ci si tiene a distanza, non si scambiano più due parole. Chiacchiere secche, gente che va in giro muovendosi a scatti, sbattendo le cose, è chiaro che sono entrati in una dimensione da Mad Max o The Last of Us, tutti contro tutti, il più forte prevale. 

Meno male che non possiamo girare armati. 

Una signora, rispettando la distanza di sicurezza, va a dirne quattro al salumiere che le sta affettando il prosciutto: ma perché tutti gli inservienti del supermercato non hanno la mascherina da Coronavirus

Signora, hanno detto un sacco di volte che non serve a nulla, e poi il governo non ci ha dato comunicazioni in questo senso. 

Sì va bé, dice la signora, è una questione di sicurezza, di fare stare tranquille le persone, e poi di cose ne dicono tante, non dicevano che il Coronavirus era poco più che un’influenza? 

Silenzio. Fossi stato al posto della signora io avrei almeno sorriso, ah, SCACCO, schiappe. Invece lei no, non ci trova niente da ridere, pensa che la situazione è talmente disperata che non possiamo fare altro che cullare il nostro terrore, e di passaggio rompere il cazzo a chi va a lavorare.

Maschera di un medico della peste.
Maschera da medico della peste, la indossava per proteggersi dal contagio e anche allora aveva un’utilità dubbia. Ma se proprio vi scappa di mettere qualcosa che non serve a un cazzo potete indossare questa. Smetterò all’istante di lamentarmi.

3. Maschere nude

Una delle cose che ci hanno ripetuto fino alla nausea da quando è iniziata l’emergenza è che se si è sani, indossare mascherine protettive non serve a nulla. Come dice l’OMS nella sua guida sull’uso della mascherina, le maschere chirurgiche hanno la sola funzione di evitare di contagiare gli altri. Se sei malato, o se sei a contatto con gente che rischia di ammalarsi, allora indossi la maschera per evitare di spargere in giro roba dannosa. Lo fanno i chirurghi per evitare di sputazzare sui polmoni di quello che hanno aperto. Lo fa chi assiste i malati di Covid-19, perché come sappiamo è una malattia che unita ad altri quadri clinici fa parecchio danno – fino a lasciarci le penne – e l’ultima cosa che vuoi è scoprire che tuo nonno non ha avuto qualche malattia che inizia a raschiare le vie respiratorie e passargliela.

Con buona pace della signora del supermercato, la mascherina per Coronavirus non c’entra niente con le questioni di sicurezza. E non serve neanche a tranquillizzare le persone, dato che vedere tante maschere in giro potrebbe causare l’effetto opposto, ovvero fare crescere l’apprensione e l’ansia individuale.

Una maschera è un simbolo gigantesco con cui si comunica cosa si pensa del mondo, di quello che sta succedendo, di quanto ci si fida di medici e organizzazioni sanitarie, e i simboli sono infiammabili. Anche se pensiamo che sia solo una mascherina chirurgica.

C’è un’eccezione a tutto questo, e sono le maschere con un filtro che blocca le particelle più piccole, inclusi i virus. Ma quelle, più costose e meno disponibili, in questo momento scarseggiano anche per gli operatori sanitari. Non azzardatevi neanche a pensare di fare scorta di maschere FF3. Servono a chi in questo momento sta davvero in prima linea.

4. Non è vero ma ci credo

Eppure, a giudicare dai visi coperti che vedo nelle mie sporadiche escursioni al supermercato, due terzi delle persone se ne stanno fottendo e indossano la mascherina. Quindi o tutta questa gente è malata o sta assistendo gente malata, oppure sono persone sane che non hanno capito bene il meccanismo, facendo incetta di mascherine e indossandole anche se non serve a niente. 

E sottraendole a chi invece ne avrebbe bisogno. Malati e gente che assiste i malati, ma anche gente che deve andare a lavorare in luoghi in cui la mascherina è obbligatoria.

L’unico modo in cui posso spiegarmi un comportamento del genere è che, accanto al non volere più credere per principio a quello che dicono le autorità sanitarie – perché dà quel tocco di diversità alternativa di cui molti sono disperatamente a caccia – la gente indossi le mascherine perché così ha la sensazione di fare qualcosa, qualsiasi cosa. D’altronde è intuitivo: se il Cosovirus fa danno entrando dalle vie respiratorie, allora le copro, no? 

No. Non funziona così. 

Ma ecco il punto: al popolo dei mascherini non interessa nulla di cosa funziona e cosa no. L’importante è fare qualcosa, pensare che ci sia un gesto che possa essere risolutivo. L’equivalente in chiave moderna di accendere ceri al proprio santo preferito, esattamente la stessa funzione e gli stessi risultati. 

Con in più il meccanismo del terrore, ormai collaudato ma che a questo giro è andato sotto steroidi.

Zack McKracken di fronte a una grossa maschera, l'unica mascherina da Coronavirus di cui abbiamo bisogno...
Maschere, indossiamo subito le maschere!

5. Perché non stai tremando? Cosa nascondi?

C’è un’aspettativa sempre più diffusa di terrore, si vuole che tutti vivano l’emergenza allo stesso modo, si pretende che gli altri confermino il proprio terrore e lo vivano a loro volta, e si guarda con sospetto a chi invece si rifiuta di prendere parte alla pagliacciata. 

Ora mi tocca chiarire una cosa, perché di questi tempi siete tutti impressionabili. Non sto dicendo che le misure di sicurezza del governo sono una pagliacciata. Il contrario. Dovremmo dare retta il più possibile alle autorità e fare quello che ci dicono. 

No, la pagliacciata è lo stato d’animo da peste nera in cui molti non vedono l’ora di ficcarsi, è la paranoia generalizzata, è la tizia che ti scansa perché non hai una mascherina per Coronavirus e quindi devi essere in qualche modo tifoso del virus, è tutta la gente che corre a fare scorte alimentari, tutta quella che si affretta nelle stazioni per portare il contagio più a sud ma anche quella che si sente tanto migliore a sfottere gente lontana migliaia di chilometri da casa e che ha un istinto umanissimo, quello di tornare accanto ai propri cari.

Sì, quelli che non riescono a resistere alla tentazione di prendere per il culo i meridionali attaccati alla parmigiana di mammà, ma poi si dimenticano che i primi casi di Coronavirus, in Sicilia e altrove, erano tutti di lombardi che non hanno potuto resistere all’eroismo di partire in vacanza mentre avevano già tosse e febbre. 

C’è un’emergenza Covid-19, ed è reale, ed è quella che stanno vivendo migliaia di malati e operatori sanitari, e milioni di italiani. Dobbiamo rimanere chiusi in casa. Questa è l’emergenza. Poi c’è il resto, la caccia all’untore si scatena in una piccola città del sud quando si scopre un contagio, la richiesta di misure urgenti, i messaggi Whatsapp che parlano di check point per recuperare beni di prima necessità.

Immortan Joe con una mascherina da Coronavirus che il mondo gli invidia
La sua mascherina è più grossa della vostra.

C’è chi cerca di approfittare della paura. È piena la rete di gente che si fa drizzare il cazzo all’idea di militarizzare tutto, di fare come in Cina. Guarda caso, un sacco di gente sovranista di destra antidemocrazia anti tutto in questo momento fa l’applauso alla Cina. Mi aspetto che presto facciano anche il plauso alla Corea del Nord, dove ufficialmente non ci sono malati di Coronavirus, e l’unico di cui si è ammessa l’esistenza è stato fucilato

L’unico stato d’animo consentito è la paura. Ogni altra cosa è una minaccia all’ordine pubblico.

Anche se non vogliamo dirlo, nella nostra testa stiamo trattando questa malattia come una specie di peste nera. Mentre in realtà ci stanno ripetendo fino allo sfinimento che non è una malattia così mortale, non è quella cazzo di Ebola, il nostro problema più grande è tenere più gente possibile lontana dalle terapie intensive e stare a casa è la misura migliore per evitare la crisi sanitaria. Non la mascherina per Coronavirus.

(tutto questo è da leggere con la postilla per quello che ne sappiamo adesso. Già immagino che in molti si sentiranno furbi e ridacchieranno pensando di saperne di più. Vale sempre il vecchio adagio: quando cambiano i fatti io cambio opinione. Voi no?)

Tutto questo succede perché siamo geneticamente predisposti a pensare che siano i cambiamenti vistosi e grandiosi a cambiare le cose, invece che i piccoli aggiustamenti. Che è il motivo per cui preferiamo mettere una mascherina e non, per dire, rafforzare un po’ di più il nostro sistema immunitario, con i soliti metodi: mangiare frutta e verdura, fare esercizi, bere con moderazione, smettere con quelle cazzo di sigarette.

Ci uscirete, dalla quarantena. Mascherina o non mascherina. State a casa.

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