Versione ridotta:
Vivo a Palermo, scrivo romanzi, reportage e fumetti. Leggo troppo e faccio muay thai anche se non dovrei.

Versione professionale:
Redattore di “Segno”, rivista culturale edita a Palermo. Ex fotografo e operatore video, sono laureato in Comunicazione all’Università di Bologna, dove sono stato brevemente redattore radiofonico. Ho lavorato per numerose testate nazionali ed estere e per istituti di ricerca. Il mio romanzo “Gagarin’s start” è stato finalista al premio Urania 2014.

Versione personale:
Sono nato in Sicilia, in un piccolo posto sul mare in cui la storia è sempre passata senza fermarsi. Dopo l’università mi sono trasferito a Milano per diventare un fotogiornalista ed ho quasi rischiato di riuscirci, lavorando per testate come il Globe and Mail, il National Post, il South China Morning Post, Sportweek, il Manifesto, e per due agenzie che oggi sono chiuse. Quando mi è venuta in mente l’idea di specializzarmi in divulgazione scientifica ho fotografato crociere oceanografiche per l’INFN di Catania e per l’INGV. Partire da Vigo, scorrazzare per l’Atlantico, fermarmi a Cadice e festeggiare con una ciurma spagnola l’arrivo dell’estate, ripartire, varcare Gibilterra e approdare a Barcellona è stata una delle più belle esperienze della mia vita.

Poi ho smesso di fotografare, senza rancore. Non era il mio linguaggio, e per fortuna me ne sono reso conto quando ancora avevo relativamente poco da perdere.

Oggi vivo a Palermo e scrivo per “Segno”, una rivista piccola ma con una storia bellissima per la quale mi occupo di politica e comunicazione. Ho scritto un romanzo, “Gagarin’s start”, in cui rielaboro certi miti che circolavano all’epoca della corsa allo spazio. Sotto questa patina, è un mio atto d’amore alla comunicazione radiofonica e alle storie di spionaggio. Oggi ne sto scrivendo un altro. Ho scritto anche reportage camuffati da saggi accademici e saggi camuffati da reportage. Ho iniziato un blog che presto confluirà su questo sito e sto lavorando a dei fumetti.

Ho dei riferimenti culturali, come tutti, ma penso che elencare le proprie influenze sia come fare dei nomi altisonanti per fare capire di avere amici che contano. È triste, e chi sente il bisogno di farlo non sta pensando a migliorare il suo pensiero e la sua scrittura ma solo a fare una buona impressione.

Faccio muay thai anche se non dovrei perché sono miope, snowboard, immersioni, suono la chitarra. Mi piacerebbe fare meglio tutte e quattro le cose.