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Sorry ai miei due lettori per essere mancato, negli ultimi tempi. Spostamenti a zonzo per l’Italia, appuntamenti per portare avanti qualche progetto, e ora, finalmente, qualche scatto per portare avanti “Bordo Sud”. Tutte cose che non si conciliano bene con un blog, soprattutto se si vuole usare il blog per andare oltre il chiacchericcio della rete.

Mentre preparo qualche scatto in anteprima, provate a pensare: che ruolo ha la strada, nella fotografia di reportage? E’ semplicemente qualcosa che si attraversa, che bisogna percorrere per raggiungere dei soggetti lontani? O è qualcosa che diventa parte stessa del racconto, dell’emergere del senso?

A presto, dudes.

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Keep going

Remo Bodei e Mauro Pesce chiacchierano durante la Settimana Alfonsiana.

E così, la Settimana Alfonsiana è finita. Cinque giorni di dibattito libero sullo stesso tema, che quest’anno aveva a che fare con la follia di Gesù, così come traspare dai Vangeli. Come sempre, è stato molto stimolante, e soprattutto utile, in termini di pensiero. Ho avuto idee per un paio di articoli, che adesso vorrei sviluppare come si deve. L’idea è di fare una ricognizione di come il genere di pazzia di cui si è parlato durante la Settimana sia stato rappresentato in fotografia o al cinema. E poi, vorrei scrivere qualcosa di lungo a proposito della comunicazione dell’esperimento dell’Infn, quello di cui avevo già parlato una decina di giorni fa.

Ma, soprattutto, ho potuto fotografare delle autentiche autorità morali della filosofia e della teologia contemporanee.

Da adesso, mi concentrerò soprattutto sulle attività di ricerca in mare. L’oceano è grande e ancora pressoché sconosciuto, e avvengono tantissime cose sotto la sua superficie. Ed io voglio essere lì a documentarle.

Buona settimana, dudes.

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Behance

Poco meno di un anno fa, mi sono iscritto a Behance, network di creativi, uno dei tanti social network che sono nati nel tentativo di imitare il successo di FB. Funzionando come ogni social network, se uno non ci dedica del tempo è difficile che si approdi a qualcosa. Ma ho comunque messo lì qualche galleria, e presidiato la posizione, per così dire. Non si sa mai cosa potrebbe nascere, e comunque questi spazi virtuali sono dei modi per tenere d’occhio il mondo, fare attenzione che salti fuori qualcosa di interessante.

Ultimamente sono stato contattato da una galleria berlinese, per una relazione di lavoro, che mi ha scoperto proprio su Behance. Ma di questo parlerò in seguito. Per adesso, gustatevi la nuova galleria con la raccolta dei miei lavori scientifici più recenti. Niente di nuovo per chi naviga il mio sito: giusto un riassunto sintetico delle gallerie che si possono trovare qui.

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LEGGIMI! Post con foto sparite….

Per un cambio di plugin, fatto stamattina, molte foto di vecchi post sono sparite. Cercherò di ripristinare il danno, appena possibile. Nel frattempo, potremmo fare un gioco: immaginate le foto che avevo messo nei post (per esempio, in quello su Doisneau, che è molto cliccato), e commentate quelle.

Saluti, e scusate il disagio: stiamo lavorando per voi.

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Rientro

E buongiorno, tutti quanti. Appena rientrato dalle vacanze, è un pò difficile riprendere il filo del blog. Ma rieccoci, dopo un pò di Sardegna e di immersioni, a riprendere la fila di email, un luuuuungo discorso fatto sulle tastiere dei computer. Bello vivere in Sicilia, ma ti fa stare di più davanti al computer e ad un telefono, e meno a fare aperitivo. In ogni caso, ecco un pò di novità:

  • Finito il video da consegnare all’INGV, quello che documenta l’operazione Geostar Recovery. Si può vedere sul mio canale vimeo, insieme a quello che avevo già pubblicato su questo blog.
  • Ho passato un pò di tempo in Sardegna, dove ho nuotato, nuotato, nuotato. La Sardegna è davvero una terra impervia, e da bravo isolano me la aspettavo un pò più simile alla Sicilia. Invece è molto più aspra, e forse è proprio per questo che si sta salvando. I palazzinari, ovviamente, cercano di cementificarla più che possono, dato che buttare giù tonnellate di calcestruzzo è l’unico modo che conosciamo in questo paese di “dare lavoro” (splendida espressione, che mi fa pensare a visioni d’altri tempi, a gente seduta, le braccia incrociate e il broncio, ad aspettare che arrivino quelli del nord a dare lavoro). In ogni caso, non ci si può perdere il trenino Arbatax – Mandas, che in cinque ore si arrampica sul Gennargentu, mostrando dei panorami che non potranno essere visti in nessun altro modo.
  • In Sardegna ho fatto la mia prima immersione in relitto. A una trentina di metri, una piccola nave da carico che si chiamava Nasello, e che fu affondata a cannonate da un sottomarino inglese, durante la seconda guerra mondiale. Non so se gli altri relitti si presentano allo stesso modo, ma vedere apparire la sagoma della nave poggiata sul fondo, e poi il fasciame metallico, e poi una cernia di non so quanti chili, è stata una sensazione incredibile. Diciassette minuti di fondo, quaranta minuti di immersione totale.
  • Mi ha contattato una galleria berlinese, mi hanno chiesto qualche foto da vendere come stampa. Credo abbiano visto Bordo Sud. Il che mi fa ricordare un paio di cose: la prima, che non ho ancora pubblicato sul mio sito Bordo Sud, cosa che va rimediata al più presto; la seconda, che Bordo Sud è un progetto ancora incompleto, che verrà ripreso questo autunno.
  • E, a proposito di mettere foto sul sito, mi sono reso conto che non ho ancora messo nessuna delle foto che ho fatto nel 2011. A presto su questi schermi.
  • Nell’attesa, potreste avere voglia di un pò di musica. Io questa mattina ho sperimentato questo: sono andato sul sito dei Radiohead, dove i cinque matti, ogni tanto, pubblicano delle playlist di quello che stanno ascoltando. Dopodiché ho aperto Grooveshark, che per chi non lo conoscesse è il regalo più bello che la rete ha fatto agli appassionati di musica, ed ho riprodotto la playlist di Thom York. Ho capito da dove salta fuori “King of the limbs”. Adesso credo che continuerò con un disco dei Digitalism.
  • Sto leggendo Cryptonomicon, di Neal Stephenson. Questo tizio ancora non è riuscito a scrivere nulla che non mi sia piaciuto.
  • Una questione ambientale che mi interessa da vicino. In seguito all’intensificarsi della pressione delle case petrolifere sul Canale di Sicilia, Greenpeace ha pubblicato un nuovo rapporto sulle peculiarità naturali della zona, messe in pericolo dalla ricerca petrolifera. Il rapporto può essere scaricato qui. Sullo stesso argomento ho scritto un articolo, che è ancora disponibile su “Segno” di questo mese, intitolato “Un canale, due modelli”. Il mio piccolo contributo, solo il primo, per una cosa che mi sta molto a cuore, e a cui vorrei dedicare sempre più tempo.
  • Ah: la foto qui sopra è dell’eclissi di luna di un paio di mesi fa. Fatta in circostanze logistiche penose, dato che avevo lasciato il treppiedi a Palermo, e, trovandomi a Sciacca, ho dovuto improvvisare con sgabelli, sedie, cuscini, libri e via dicendo. Mi piace, però: la Luna, dopo essersi eclissata, torna sempre ai suoi ritmi.

E, come sempre, continua a scarseggiarmi la pazienza. Vorrei essere di nuovo in mare, ma vorrei esserci adesso, non tra qualche mese. E ok, bisogna costruire con pazienza. Salute a tutti, dudes.

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Notes from a trip to Gibraltar

E’ online un video con alcune riprese che ho fatto durante la mia campagna sulla Sarmiento de Gamboa. Non ci sono riprese delle operazioni scientifiche, perché quelle sono in fase di edit finale, e in ogni caso devono essere prima consegnate a chi me le ha commissionate. Qui c’è solo qualche immagine che ho ripreso durante il viaggio, e che mi sembrava un peccato lasciare a fare la muffa dentro un hard disk.

La colonna sonora è “Chromakey dreamcoat”, dei Boards of Canada.

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Articolo

Un mio articolo sul Canale di Sicilia è stato pubblicato su “Segno” di questo mese, rivista edita a Palermo che si occupa di politica, mafia e cultura. Lo considero un onore, dato che su Segno compaiono scritti di gente ben più sveglia di me, e che Padre Nino Fasullo, che ne è il direttore e l’animatore, è una delle teste pensanti più fini che io abbia il piacere di conoscere, sempre avanti di una decina d’anni rispetto ai tempi, e organizzatore delle Settimane Alfonsiane (di cui ho parlato, e sono stato fotografo, l’anno scorso).

L’articolo si occupa di mare, ecologia, diversi modelli di sviluppo, aree marine protette. Spero di postarlo qui prossimamente (l’esclusiva alla carta stampata….).

A breve, anche un aggiornamento sul video girato sulla Sarmiento de Gamboa.

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varias

E buongiorno ai miei cari, due lettori. Come sempre, mi faccio prendere dalle cose da fare e smetto di aggiornare il mio blog. Rimedio subito: mi sembra di lasciare una traccia per qualche amico che mi legge, e che non mi segue sui tanti social network in cui si passa il tempo.

Ho quasi finito di montare il video che ho girato sulla Sarmiento de Gamboa, un mese fa. Mi sono trovato a mio agio con il montaggio video, aiutato anche dal fatto che ho passato gli ultimi anni a mettere insieme storie per immagini, e qualcosa, come si usa dire, mi è rimasta. Purtroppo sono stato molto rallentato dall’arrivo di alcune videocassette, quelle del Rov che è stato mandato a tremila e rotti metri di profondità, che volevo assolutamente inserire nel montaggio finale. Adesso il video è quasi pronto: non sono convinto della musica, ne vorrei una più calma di quella che ho inserito adesso, un post-rock molto gradevole ma che, forse, è troppo rumoroso per un video che sarà mostrato durante conferenze, studi e così via.

Apriamo una parentesi. La quantità di musica libera, non protetta da copyright, che gira su internet, è gigantesca. Tanto che spesso si hanno problemi a trovare quello che si vuole. Soprattutto se, come me, si è iniziato a montare con una canzone in testa (Chromakey dreamcoat dei Boards of Canada) e non si è più riusciti a togliersela dalla testa. Ma quella non posso utilizzarla. Così, mi sono fatto il giro dei vari supermercati della musica libera, su cui i musicisti vanno a piazzare le loro canzoni. Alcune scoperte gradevolissime: il catalogo della 12rec merita decisamente un ascolto approfondito; così come quello della Comfort Stand, che purtroppo adesso non è più in attività, ma che ha mantenuto on line l’archivio, con delle chicche inarrivabili, come la compilation Wakka Chikka Wakka Chikka, tutta composta da pezzi per, ehm, film porno. Ma il bello di queste ricerche è anche finire su cose imprevedibili, come la sezione film della Warp Records, un’altra miniera di idee che nel tempo ha dato ospitalità ad Aphex Twin e Boards of Canada, e che, ho scoperto, produce anche per il cinema.

Il lato negativo è stato scoprire la sciatteria con cui tanti musicisti trattano la propria musica. Ho sentito della roba veramente indegna, su questi siti – aggregatori di musicisti in cerca di visibilità. Capisco bene che si vuole “farcela”, e che, nella fretta di essere visibili, certe cose passino inosservate. Ma la scarsa cura compositiva e in registrazione è qualcosa che si paga, e si paga molto cara, quando c’è tanta altra musica a portata di click. Detto altrimenti: la potenza di un musicista è la sua musica, che deve catturare, e non essere uguale a quella di tanti altri. Qui invece mi sembra che tanti si concentrino più sul design delle copertine e sul trovare nomi assurdi e suggestivi ai propri pezzi, che non sugli stramaledettissimi pezzi. Forse c’è la convinzione che la cura di queste minchiate sia la chiave per il successo. beh, svegliatevi: se la vostra musica fa cagare, nessuno la sceglierà, anche se avete perso un mese per disegnare quella copertina di design minimale con la foto di un divano inquadrato a metà.

A parte lo studio del panorama musicale amatoriale, in questo tempo non ho fatto molto altro. Qualche immersione subacquea, giusto per prendere pratica, dato che ancora non mi sentivo a mio agio con l’assetto e tutto il resto. Letture: una biografia dell’Ammiraglio Thomas Cochrane, e un libro sul deep diving. A giorni spero di poter fare un lavoro su una cripta di monaci, qui in Sicilia, che ancora non ho avuto il tempo per fare. Adesso ho un paio di altri giorni di montaggio, e poi posso ripartire.

Nota finale, e amara, sulla gente che ti chiede le foto che non ti ha pagato, e ti fa pure fretta per averle. Hanno esigenza, dicono. Ma la regola è sempre quella: fast, good and cheap: choose two. Se vuoi buone foto, e gratis, aspetti i miei ritagli di tempo.

A presto, dudes. Torno ad ascoltare musica scadente per un sottofondo. Mi sa che, dopo questa indigestione, andrò a comprare qualche cofanetto di musica classica, per disintossicarmi.

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Gibilterra

Per un lavoro in mare dell’Ingv, una settimana fa mi sono imbarcato sulla nave oceanografica Sarmiento de Gamboa. Siamo salpati da Vigo, in Spagna, una settimana fa, e, dopo aver costeggiato il Portogallo ed essere andati in zona operazioni, abbiamo fatto rotta verso lo stretto di Gibilterra, il mar di Alboran e Barcellona.

Un’esperienza bellissima, su una nave confortevole e con un equipaggio delizioso, disponibile e simpatico. In più, ho avuto il piacere e l’onore di lavorare con dei professionisti di grande livello, delle persone fantastiche, e di navigare una zona di mediterraneo in cui ancora non ero stato. In più, ho ripreso i delfini che giocavano con la prua della nave, ho assistito al tramonto sull’Atlantico, ho chiacchierato di argomenti profondi e di futilità, ho visto una festa a Cadiz.

I pensieri che vorrei scrivere sono tanti: come si può immaginare, sette giorni su una nave lasciano molto tempo al pensiero e alla riflessione. Io sto ancora elaborando. Avere passato Gibilterra ha, per me, un significato molto maggiore che quello, semplice, della navigazione attraverso uno stretto. Significa tornare a casa dopo un’esperienza. Ci vuole del tempo per pensarci su.

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Tre mesi e non sentirli

Come molti dei miei due affezionati lettori si saranno accorti, sono stato in silenzio per tre mesi. Ogni tanto mi capita: inizio ad andare in giro per qualche lavoro, poi faccio qualcos’altro, e senza accorgermene si passa dall’inverno alla primavera all’estate. Ecco qualche aggiornamento:

  • sono stato diverse volte a Bologna, per un lavoro su un laboratorio di biologia all’avanguardia. Lavoro ancora incompleto, perché la biologia studia cose piccole, e quindi bisogna trovare altri modi di rendere unica la storia;
  • il mio lavoro sul centro ricerche dell’ENEA, invece, sta girando per le redazioni italiane. Presto la galleria su questo sito (ma nel frattempo potete dare un’occhiata sul sito della mia agenzia)
  • a fine marzo ho iniziato un corso per Scuba Diver. Un altro mondo è alla nostra portata;
  • sto studiando alcune novità, sia fotografiche che, in senso lato, giornalistiche. More to happen.
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