Antonio Giordano

Sì, beh, questa è solo, tipo, la tua opinione amico.

Tag: lavoro

Fermo un giro

Le conseguenze, le conseguenze. Due giorni dopo il mio sparring ho un piede gonfio come un melone e sono costretto a tenere la gamba in posizione orizzontale, senza potermi muovere. Sto cercando di trarre il meglio dalla situazione (ho già iniziato a guardare su internet per qualche bel bastone da passeggio, da adattare magari alle magliette da skate), ma in generale essere costretti a stare fermi è una sensazione che possiamo equiparare a un palo nel culo. No, il palo nel culo e il bastone da passeggio non sono collegati. In più, ho questa abitudine di entrare in modalità parentesi tutte le volte che qualcosa non funziona, dunque questa mattina, anche se dovrei scrivere, finora l’ho passata guardando IFTT e pensando a come ottimizzare la mia catena di link in modo da pubblicare dappertutto e con il minimo sforzo.

A proposito. Presto farò una pagina apposita, ma questi sono i modi in cui è possibile contattarmi:

@anto_giordano (sia twitter che instagram)
antogiordano@tumblr.com
sidefist.org
a.sidefist (at) gmail.com

Penso che ora spedirò il piccolo racconto che ho scritto per Segno, e poi continuerò a lavorare a un soggetto. Da qualche parte nella giornata riprenderò la matita, ieri ho iniziato a scrivere un piccolo saggio che non so dove mi porterà, ma che mi sta chiamando da dentro il cassetto. Scoprire la verità in punta di matita, qualcuno l’ha chiamato. Poi dovrei spostarmi nel Piccolo Eremo, dove fare qualche bagno, qualche grigliata, qualche birra, qualche lettura. Qualche.

Questo è sidefist.org. Buona giornata.

El jobbo

Mentre mi riprendo dai colpi che ho preso questa mattina in allenamento ricomincio a lavorare al mio romanzo. In questo momento sono nel mezzo della rilettura finale. Poi sarà il momento di trovargli una casa.

Mi sono reso conto che adoro fare questo genere di lavori di lunga portata, ma al tempo stesso ho bisogno di lavori – lubrificante per mandarli giù bene. Scrivere un romanzo ti prende, se va bene, un anno di tempo, e se uno è come me ogni tanto ha bisogno di un pò di solletico all’ego. Che è il motivo per cui scrivo qui: un attimo dopo aver ticchettato a caso sulla tastiera è pubblico.

Sto anche lavorando a un altro paio di cose. Ho dei fumetti da parte, nel caso foste anche voi dei disegnatori troppo scarsi per pagarvi uno sceneggiatore. Ho spedito una sinossi a uno scrittore abbastanza serio, ed essendo serio, dopo un primo scambio è sparito senza spiegarmi perché. No ma è ok, lo so che va così in questo mondo, niente di personale. Se ti becco ti picchio con il crik.

Di un’altra storia sto finendo il progetto, tre pagine che vorrei mandare in giro per editori. È una bella cosa in sedici tavole, in cui un’ambientazione distopica e di analisi sociale serve a nascondere la vera storia, un noir su un killer a cui hanno rapito la donna per fatti di droga. Nelle mie storie ultimamente entra sempre più spesso la droga, e dato che non fumo da quasi dieci anni, devo iniziare a chiedermene il motivo.

Va bene, era solo per fare nascere la categoria “El Jobbo”, che aggiornerò, spero, settimanalmente, spero. Ci sono cose anche più interessanti, e ovviamente del tutto inutili, che si prenderanno una categoria a sé (tipo le mie esperienze con il FitBit, ad esempio).

Buon lavoro.

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