Silenzio

Scusate il silenzio, negli ultimi mesi. Un sacco di cose stanno succedendo, da queste parti, e non ho avuto molto tempo, né voglia, di (de)scrivere.

In sintesi: sto riorganizzando le mie foto. Ripensando il mio modo di fotografare. Cose per cui ci vuole tempo.

Nel frattempo, date un’occhiata, e venite a salutarmi: http://antoniogiordano.tumblr.com/

Buone cose

photocrati gallery

E’ iniziata, quindi, la Settimana Alfonsiana, di cui per il secondo anno sarò il fotografo. Ieri c’è stato un bellissimo concerto all’Oratorio di Santa Cita, un posto che mi ha molto impressionato per la quantità di stucchi. L’atmosfera era molto particolare, con la prima pioggia seria di quest’autunno che minacciava di scatenarsi da un momento all’altro e il quartetto che suonava Mozart nella penombra. Per chissà quale motivo, mi è venuto in mente il periodo natalizio (il che, a sua volta, mi ha fatto venire in mente una domanda sulle immagini natalizie. A cui, però, penserò quando sarà il periodo, perché pensare al Natale a fine settembre è un pò triste).

Da oggi la Settimana si sposta in via Badia 52, a Palermo, con i dibattiti e le conferenze. Come sempre, QUI si può scaricare il programma. E, come dicono gli americani, come say hi….

Venerdì sera sono stato a fotografare un reading del mio amico Vittorio Bongiorno, che sta portando in tournée il suo il Duka in Sicilia insieme al contrabbassista Matteo Zucconi ed a vari amici che si aggiungono strada facendo. Una bella serata di letteratura, jazz e vino, e persone stimolanti. Per l’occasione, ho deciso che avrei sperimentato un pò, e il risultato si può vedere nella galleria che ho pubblicato sul mio profilo FB.

A condire il tutto, sto ascoltando un disco di Raphael Gualazzi che mi ha consigliato mio fratello, e che consiglio di ascoltare a chi piaccia il buon jazz, quello che ancora è fatto insieme agli ascoltatori, e non per il solo gusto dei musicisti.

Buona settimana a tutti!

Settimana Alfonsiana 2011

 Come l’anno scorso, anche quest’anno avrò l’onore di fotografare i lavori della Settimana Alfonsiana di Palermo, dal 24 settembre al 2 ottobre. Si tratta di una serie di conferenze organizzate dai Padri Redentoristi di Uditore, e dalla rivista Segno (con la quale ho collaborato, quest’anno, per il mio articolo sul Canale di Sicilia – che per inciso in questi giorni metterò on line).

Il tema delle conferenze è dato semplicemente da una frase del Vangelo, che quest’anno è I suoi uscirono per prenderlo. Dicevano infatti: è fuori di sé. Su questa frase, intervengono ed elaborano personaggi del mondo della cultura, della politica e delle istituzioni, con il loro personale punto di vista. Tra gli altri, quest’anno ci saranno Massimo Cacciari, Gioacchino Lanza Tommasi, musicologo, Paolo Ricca, della facoltà teologica Valdese, Vito Mancuso, teologo dell’Università S. Raffaele di Milano. Ma assicuratevi di passare, se vi trovate in zona Palermo: lo spirito della manifestazione è fare circolare il più possibile le idee, e rinfrescare le menti, e capita spesso di trovare, insieme ai grandi nomi e alle conferme, delle persone e delle idee stupefacenti.

Programma, contatti e indirizzi si possono scaricare QUI.

Behance

Poco meno di un anno fa, mi sono iscritto a Behance, network di creativi, uno dei tanti social network che sono nati nel tentativo di imitare il successo di FB. Funzionando come ogni social network, se uno non ci dedica del tempo è difficile che si approdi a qualcosa. Ma ho comunque messo lì qualche galleria, e presidiato la posizione, per così dire. Non si sa mai cosa potrebbe nascere, e comunque questi spazi virtuali sono dei modi per tenere d’occhio il mondo, fare attenzione che salti fuori qualcosa di interessante.

Ultimamente sono stato contattato da una galleria berlinese, per una relazione di lavoro, che mi ha scoperto proprio su Behance. Ma di questo parlerò in seguito. Per adesso, gustatevi la nuova galleria con la raccolta dei miei lavori scientifici più recenti. Niente di nuovo per chi naviga il mio sito: giusto un riassunto sintetico delle gallerie che si possono trovare qui.

Canale di Sicilia

Qualche aggiornamento su ciò che succede nel Canale di Sicilia, in attesa che “Segno” pubblichi il nuovo numero in edicola, e quindi di poter pubblicare su questo blog l’articolo Un canale, due modelli che ho scritto proprio sull’assalto petrolifero al Canale.

Negli ultimi giorni si sono succedute diverse notizie, che riguardano il petrolio nel Canale di Sicilia. Una buona sintesi è data da questo articolo, oltre che dagli Echi di stampa di Guido Picchetti, un instancabile lottatore per i diritti del mare. Dal maggio 2010, società sconosciute e dalla consistenza ambigua (capitali sociali risibili, sostanziale impossibilità di rintracciare i responsabili) stanno inondando i comuni siciliani di richieste di permessi di prospezione ed estrazione petrolifera. In un caso, sono stato osservatore diretto delle modalità con cui i permessi venivano richiesti. Ricordavano molto i modi della burocrazia degli anni ’50, che approfittava dell’ignoranza del pubblico, e della piccolezza degli uffici di destinazione, per poter poi mettere di fronte al fatto compiuto le popolazioni.

Questo succedeva nel 2010. A un certo punto, un decreto del ministero dell’ambiente vietò ricerca ed estrazione petrolifera a meno di 12 miglia dalle coste. Come se 12 miglia fossero abbastanza, in caso di incidente (no, non lo sono. Guardate qui cosa sarebbe successo se il disastro della Deep Water Horizon avesse avuto luogo nel Canale di Sicilia, con epicentro a Pantelleria). Ma neanche questo limite ha spaventato le società petrolifere, le quali ritengono conveniente estrarre il petrolio dalle profondità del Canale a causa delle basse royalties richieste dallo Stato italiano. Insomma: conviene estrarre in Sicilia, se sei un petroliere.

Le cose si fanno più divertenti quando si va a scavare un pò. Come ha scoperto il comitato Stoppa la Piattaforma, nelle osservazioni al VIA presentate al ministero, le valutazioni di impatto ambientale sono state, in più casi, scopiazzate da altri documenti, redatti per altre zone (in alcuni casi, zone del mare Adriatico), e quindi la particolarità di questa zona non è stata per niente tenuta in considerazione. Ecco perché, quindi, non si è tenuto conto di qualche piccolo particolare: il fatto che i banchi del Canale siano in realtà le pendici di un edificio vulcanico sommerso, Empedocle, di cui fa parte anche l’isola Ferdinandea; il fatto che in questa zona c’è un’importante attività di pesca, che potrebbe essere seriamente compromessa (e va bene, a me non fa tanta simpatia la pesca industriale di questa zona, ma non mi piacerebbe vederla spazzata via dal petrolio); il fatto che il Canale sia un’oasi di biodiversità ed una zona unica dal punto di vista geologico, non ancora pienamente studiata, come rimarcato da Greenpeace nel suo rapporto, presentato proprio in questi giorni. Tutte cosette che potrebbero mettere in allarme le popolazioni della zona, che normalmente, invece, sono bene addormentate, e pensano al proprio cortile (e mi piacerebbe, un giorno, fare una riflessione proprio su questo, su quanto le grandi imprese e i grandi capitali puntino sulla proverbiale arrendevolezza siciliana per potere fare i propri comodi).

Ma le cose più offensive che sono emerse, secondo me, sono due. La prima, è che uno dei firmatari della valutazione di impatto ambientale per il permesso petrolifero a Pantelleria è l’amministratore unico della società che ha richiesto di poter estrarre petrolio. Se la canta e se la suona, in altre parole. Per di più, questo signore, sempre secondo le osservazioni del comitato Stoppa la Piattaforma presentate al ministero, firma la valutazione di impatto ambientale come geologo, essendo stato sospeso dall’albo. Questo, se qualcuno avesse ancora dubbi sull’utilità degli ordini professionali.

La seconda cosa offensiva, se fosse confermata, sarebbe ancora più grave (o normale, a seconda dal paese in cui vivete: se all’estero, o in Italia). Secondo un articolo del Fatto, lo scarso attivismo del ministro più interessato alla faccenda, la Prestigiacomo, sarebbe dovuto agli interessi diretti della famiglia Prestigiacomo nelle estrazioni petrolifere del Canale di Sicilia. Conflitto di interessi, in altre parole.

Ancora siamo alle schermaglie, credo. Le compagnie petrolifere stanno cercando di ottenere permessi di estrazione, e stanno cercando di farlo passando sopra la testa delle persone che abitano in quella zona. E’ un modo di agire che, in verità, si vede abbastanza spesso: ci si fa schermo della burocrazia e della correttezza delle procedure, per mascherare una sostanziale fuga dal confronto pubblico. Se si dovesse arrivare a un confronto vero con la popolazione della zona, si sa che bisognerebbe indorare la pillola, mascherarla da vantaggio. Ed ecco, infatti, che si hanno le prime avvisaglie. Tempo fa, un assessore regionale se ne uscì dicendo che il petrolio potrebbe rappresentare una fonte di lavoro. Ecco la parola magica: fonte di lavoro. Quando ai siciliani viene prospettata l’immagine dell’Imprenditore di Fuori che Porta Lavoro, vanno in brodo di giuggiole, non capiscono più nulla. Con questo metodo, quello del Portare Lavoro, è stato possibile cementificare le coste dell’isola, piazzarci qualche bel petrolchimico qui e là, e lasciare la gente in condizioni di sudditanza spinta.

Un altro modo è quello di richiamarsi alla Patria. E infatti, già si sente parlare di benzina a prezzo ridotto per i siciliani, perché le royalties del petrolio siciliano devono rimanere ai siciliani. Quelle poche che si riesce ad avere. Ma, in ogni caso, la retorica del meridionale derubato funziona in modo molto potente, in questi casi.

Quello che serve, allora, è coinvolgere la popolazione in senso opposto. Mostrare i vantaggi, a lungo periodo, della salvaguardia. Non del no al petrolio, e basta. Proprio della salvaguardia della zona. Tenere in forma il mare, proteggerlo dai petrolieri ma non solo, è la scelta più sensata che si può fare sul lungo periodo. Se no, si finisce di nuovo al vecchio modello del privato che si tiene tutti gli introiti, e scarica sul pubblico, sulla comunità, tutte le perdite, economiche e non. Si chiamano esternalità, non le ho inventate io, e sanno contabilizzarle molto bene, per lasciarle fuori dai bilanci e farle pagare a qualcun altro. Ma una salvaguardia vera si può fare solo coinvolgendo il più possibile la popolazione della zona. Non si può, in nessun momento, compiere lo stesso errore di comportamento, trasformarsi in un movimento minoritario ma organizzato, e imporre scelte, per quanto in buona fede, di salvaguardia ambientale. Bisogna decidere, una volta tanto, con più democrazia, non meno. Questa è la sfida attualmente in corso in questo piccolo spicchio di mondo, e sarebbe bene che tutti gli attori coinvolti ne prendessero coscienza.

Articolo

Un mio articolo sul Canale di Sicilia è stato pubblicato su “Segno” di questo mese, rivista edita a Palermo che si occupa di politica, mafia e cultura. Lo considero un onore, dato che su Segno compaiono scritti di gente ben più sveglia di me, e che Padre Nino Fasullo, che ne è il direttore e l’animatore, è una delle teste pensanti più fini che io abbia il piacere di conoscere, sempre avanti di una decina d’anni rispetto ai tempi, e organizzatore delle Settimane Alfonsiane (di cui ho parlato, e sono stato fotografo, l’anno scorso).

L’articolo si occupa di mare, ecologia, diversi modelli di sviluppo, aree marine protette. Spero di postarlo qui prossimamente (l’esclusiva alla carta stampata….).

A breve, anche un aggiornamento sul video girato sulla Sarmiento de Gamboa.

Nuove gallerie

Sto aggiornando il mio sito, in questi giorni. A parte un sistema migliore per gestire le gallerie (i miei due lettori dovrebbero accorgersi che adesso sono più veloci nel caricamento, ed hanno un aspetto più gradevole), la cosa sicuramente più gradita saranno le nuove gallerie. Una è sul mio lavoro nei laboratori di fisica di Catania, i Laboratori del Sud – INFN. Ha avuto reazioni positive, ed è parte del mio progetto di documentazione della ricerca italiana, che mi ha già portato ai Laboratori di Frascati, e che per ora mi permette di seguire una interessantissima ricerca  nel campo dell’astrofisica. Non male, per un fotografo di scienza alle prime armi.

Poi, c’è una piccola galleria intitolata Corporate life. E’, come dice il nome, una piccola raccolta di miei lavori corporate, di cui sono particolarmente contento. Ho in mente di farla crescere molto, quest’anno. Infine, ho spostato la galleria di ritratti, che ora ha una sezione a sé nel menù principale.

Domani dovrei andare a Catania per l’esperimento astrofisico di cui parlavo. Dopodiché,  nei prossimi giorni, vi aggiornerò su alcune cose che stanno nascendo, alcuni reportage scientifici che ho in mente da tempo e che potrebbero essere molto interessanti. Stay tuned.

A lezione

Domani sera, dalle 20:00 in poi, sarò alla sede dell’associazione Palermofoto, via Resuttana 352 Palermo. Il mio amico Salvo mi ha proposto di scambiare due chiacchere con gli alunni del corso avanzato di fotografia, in qualità di, aehm, giovane fotoreporter agli inizi della carriera.

A parte i dubbi del caso (reporter, io? Foto, io? Carriera, io? Giovane, io? Io, io?) si, andrò a trovare con molto piacere i ragazzi di Palermofoto, un ambiente che mi è piaciuto da subito. Sarà una chiaccherata informale, ovviamente, senza alcuna pretesa, e con molto spazio alle domande. Sono, lo ammetto, molto curioso di sentire cosa mi chiederanno. E prometto che non tenterò di scoraggiarli prima ancora di iniziare.

E, naturalmente, farò una piccola cronaca per i due lettori del mio blog. Tanto più che nei prossimi giorni ricomincerò il mio giro di scatti per Bordo Sud, e farò partire un altro paio di progetti. Quindi, come sempre, rimanete sintonizzati.

Bordo Sud su Artist Wanted

Ho appena caricato, su ArtistWanted, una primissima selezione del mio lavoro sulla costa mediterranea della Sicilia. Il titolo attuale è Bordo Sud, e lo trovate qui. Potete anche, se volete, votare le mie foto, e farle concorrere in questo modo al People’s Choice Award. Io vi incoraggio fortemente a farlo :). Basta cliccare sul solito link, Antonio Giordano/Bordo Sud su Artist Wanted, e poi cliccare sulle stelle in alto a destra.

Questa è, in effetti, la prima uscita “pubblica” di Bordo Sud. Un lavoro che, in ogni caso, è ancora in corso, e a cui si aggiungeranno diverse foto prima della fine di febbraio. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano i miei due lettori. Potete lasciare un vostro parere qui nei commenti, o in uno dei social network di cui trovate il link qui accanto, o, se siete più discreti, via mail. Fatevi sentire.

Coming soon: qualche nuova galleria su questo sito, un nuovo portfolio, e, soprattutto, nuovi lavori. Restate sintonizzati….

Assortimento

Volevo scrivere un post sul passare il tempo e rilassare la mente dopo una giornata di lavoro, ma dopo qualche riga mi è sembrato vuoto. Così, visto che c’è poco da aggiungere (ci saranno novità dalla prossima settimana, rimanete sintonizzati), vi segnalo un paio di cose:

– Sono andato a vedere Bollani al Politeama. Il pianista è in tour per dei concerti di Gershwin, ma ovviamente a fine serata aggiunge anche il tocco jazz. Semplicemente incredibile; Bollani è riuscito a farmi sentire ciò di cui parlava Barenboim, a proposito dello sviluppo narrativo della musica e della dialettica tra singole voce all’interno di un pezzo.

– sto leggendo Cherudek di Valerio Evangelisti, uno dei migliori scrittori italiani attualmente in circolazione, anche se uno dei più snobbati dalla critica seria (credo a causa del suo concentrarsi su generi popolari). Romanzo allucinato e, come sempre in Evangelisti, pieno di immagini potentissime, che rimangono impresse (ancora oggi ricordo le impressioni che mi suscitò Mater Terribilis, altro romanzone del ciclo di Eymerich). Lo consiglio vivamente.

E buona settimana a tutti!