Antonio Giordano

Sì, beh, questa è solo, tipo, la tua opinione amico.

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KO da noia

Apro youtube, e nella colonna dei video suggeriti trovo questi highlights di Vitali “Dr. Ironfist” Klitschko vs Derek “testa di cazzo” Chisora. Non avevo mai visto quel match, e non ho mai caricato un video su un blog, quindi eccolo qua. Ho appena imparato a fare una cosa che un ragazzino di 15 anni faceva prima del periodo – pippe.

Primo pensiero: meno male che sono degli highlights. Un combattimento intero con quel ritmo non lo avrei sopportato, sarei stato steso dalla noia dopo i primi tre round. Tanto, qualsiasi incontro in cui sia coinvolto un Klitschko finisce con una sua vittoria. In questo modo però mi sono reso conto di stare girando le spalle a tutto quello che nel senso comune – oh, i mitici uomini e donne medi, quelli per cui la boxe è violenta ma che sport è? – fa di un match di boxe un Bell’Incontro della Nobile Arte: legnate, tensione personale, colpi da KO. In Klitschko vs Chisora c’era tutto questo. Com’è che persino l’highlight annoiava a morte, allora?

Il fatto è che non ho ancora capito se mi piace o no la boxe di Klitschko. Lasciamo stare quella di suo fratello Wladimir, la prova che i robot si sono già infiltrati tra noi (incontro tipico di Wladimir Klitschko: jab jab diretto jab, jab montante gancio jab, jab diretto gancio, jab jab diretto gancio montante jab, jab diretto CLAMOROSO! KO!) (Yaaaaawn). No, Vitali in questo è sempre stato più umano, si prende i suoi colpi, li dà belli pesanti. Ecco, magari cambierei quella guardia, ma non perché penso di capirne. Da spettatore sono convinto che con i pugni più alti ne darebbe di più coreografici, e mi divertirei di più. Il punto con Klitschko è che tutto in lui sovrasta talmente tanto gli avversari da rendere il KO o la vittoria finale ai punti una formalità. Klitschko arriva ed è più figo a dare i colpi, a prenderli sul suo corpo da montagna, a non perdere la calma quando le cose si mettono male, a puntare l’avversario con gli occhi di un cecchino e fregarlo quando si scopre. Niente schivate, niente messe alle corde, niente movimento, come se stesse combattendo contro un sacco.

Nei Klitschko-trituramenti non c’è dramma, non ce n’è mai. Sono sicuro che Sun Tzu se la ride, da qualche parte, perché Vitali Klitschko è una delle dimostrazioni più pure delle tesi dell’Arte della Guerra: vince prima ancora di combattere, a quando sale sul ring dà sempre l’impressione di mettere il minimo necessario di energie per arrivare al risultato. Ma la boxe non è solo risultato, né solo KO. Se lo fosse, qualsiasi combattimento da KO sarebbe stupendo. Quello che invece fa di un incontro un gran bell’incontro è il dramma, l’innesco di situazioni e la loro risoluzione immediata da parte di uomini messi sotto pressione dalla minaccia fisica, attraverso qualità che hanno poco a che fare con i pugni. Coraggio, volontà. O, se vi sembrano termini tabù (bella furbata da parte di alcuni, aver regalato alla fascisteria l’uso di questi concetti), lo scatto d’orgoglio, la competizione, l’energia raschiata dal fondo del barile che ci consente di superare i nostri limiti.

La boxe è bella, quando lo è, per questo. È la rappresentazione di uno dei conflitti più puri che ci possano essere, della paura e della vittoria, e incanala quel conflitto in modo sportivo. Vincere non basta: bisogna interpretare il dramma, essere degli attori con una storia da vivere. Altrimenti, diventa tiro al bersaglio.

Va bene, sarà anche perché da poco ho rivisto Pacquiao – Marquez IV, in tre round sono partiti tanti colpi quanti ne hanno dati i due Klitschko in tutta la carriera. E, in generale, preferisco i welter, molto più movimentati dei pesi massimi. Ma cavolo, una volta anche i massimi erano delle garanzie di spettacolo. Nell’incontro con Klitschko l’unico spettacolo è arrivato da Chisora, e fuori dal ring, con una lunga serie di momenti WTF. Auguri, se vuole mettersi sulla strada di Tyson: durante la pesata si è presentato con una bandana a bandiera inglese e ha schiaffeggiato Klitschko. Salito sul ring, sputa al fratello. Presa la sua dose di legnate, va a mettersi di fronte al vincitore con atteggiamento di sfida, come se non si fossero affrontati e non avesse perso per decisione unanime. Durante la conferenza stampa, inizia a litigare con Haye, altro noto gentiluomo della boxe inglese, che lo insulta fino a farlo alzare e fare a pugni. Davvero: dal dramma alla farsa.

Lo stesso Klitschko, per continuare sulla sua linea, ha praticamente smesso di combattere, ed ha annunciato di recente che si candiderà alla presidenza dell’Ucraina. Magari in parlamento avrà qualche botta in più da dare.

A summer walk

Da qualche minuto, ho messo in linea, sulla mia pagina Vimeo, un breve video che ho realizzato questa estate in Sardegna. Si tratta di un diario di viaggio, un riassunto di quello che ho visto andando in giro per quella splendida isola che riserva sorprese dietro ogni angolo.

Tra l’altro, ho anche sperimentato un pò. Nel senso che sto esplorando le possibilità che mi offre il video come mezzo d’espressione, e lo sto facendo con pochi manuali, solo con una videocamera in mano. Questa volta volevo vedere come si potesse raccontare un posto seguendo una logica puramente visiva. Niente cronologia, niente soggetto e niente storia da raccontare, niente logica lineare né circolare: solo un diario di immagini che legano tra di loro, in ordine sparso non casuale, aiutate da suoni in presa diretta.

Ho intenzione di scrivere altro circa il mio rapporto con il video e con le possibilità che dà a un narratore per immagini. Credo che sia una modalità narrativa complementare alla fotografia: il video fa nascere un flusso di immagini che invece la fotografia arresta. Ma ci sarà tempo per parlarne.

Come sempre, consigli, critiche e suggerimenti sono bene accetti.

 

 

Eclissi di luna

Circa tre mesi fa c’è stata una bella eclissi di luna, che nel nostro emisfero, una volta tanto, è stata totale. Quella sera io mi trovavo in Sicilia, ed ho fatto qualche foto, e un video. Poco più di uno scherzo, a dire il vero: ho ripreso la luna con uno zoom molto ampio, e ogni tanto dovevo tornare per cambiare l’inquadratura, dato che il nostro satellite è piuttosto veloce nel suo cammino nel cielo. Ma mi piace comunque l’idea di condividere queste immagini, di mandarle in giro.

Il video dell’eclissi di luna si può trovare sul mio profilo G+.

Notes from a trip to Gibraltar

E’ online un video con alcune riprese che ho fatto durante la mia campagna sulla Sarmiento de Gamboa. Non ci sono riprese delle operazioni scientifiche, perché quelle sono in fase di edit finale, e in ogni caso devono essere prima consegnate a chi me le ha commissionate. Qui c’è solo qualche immagine che ho ripreso durante il viaggio, e che mi sembrava un peccato lasciare a fare la muffa dentro un hard disk.

La colonna sonora è “Chromakey dreamcoat”, dei Boards of Canada.

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